Volantini delle ASD: meglio “prova libera” che “lezione gratis”
- 16 ore fa
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Con l’avvicinarsi della nuova stagione sportiva, associazioni e società stanno preparando volantini, locandine, post Facebook e Instagram per presentare corsi e attività.
E, come ogni anno, compaiono frasi come:
“Prima lezione gratis!”
“Lezione di prova gratuita!”
“Vieni e non paghi nulla!”
“Una settimana in omaggio!”
"Se porti un amico avrai un mese in omaggio"
Sono espressioni comunissime. Ma siamo sicuri che siano le più adatte per un’Associazione Sportiva Dilettantistica?
Secondo noi, no.
Non perché esista una norma che vieta di utilizzare la parola “gratis” o “gratuito”. Il problema è soprattutto un altro: una ASD dovrebbe cercare di comunicare in maniera coerente con la propria natura sportiva e associativa, evitando, quando possibile, il linguaggio tipico di un’attività commerciale.
Sostituire la parola “gratis” con una parola più elegante non trasforma magicamente in istituzionale un’attività che, nella realtà, viene svolta come una normale attività commerciale.
In un eventuale controllo conta soprattutto come l’associazione opera concretamente.
La normativa fiscale, per esempio, guarda alla natura delle attività svolte, ai destinatari delle prestazioni e alle modalità con cui vengono realizzate. Per le ASD l’articolo 148 del TUIR attribuisce particolare rilevanza alle attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali nei confronti dei soggetti individuati dalla norma, compresi i tesserati delle rispettive organizzazioni sportive.
Il volantino, però, contribuisce a raccontare all’esterno che cosa siamo.
E tra:
“OFFERTA! PRIMA LEZIONE GRATIS!”
e
“OPEN DAY – PROVA LIBERA SU PRENOTAZIONE”
la sensazione è decisamente diversa.
Perché preferiamo “prova libera”
La parola “gratis” concentra l’attenzione sul prezzo.
Il messaggio è:
normalmente questa prestazione costa, oggi te la regalo.
È il tipico meccanismo di una promozione commerciale. Lo stesso vale, forse ancora di più, per espressioni come:
“in omaggio”,
“offerta lancio”,
“promozione nuovi iscritti”,
“prima settimana gratis”,
“porta un amico e avrai una lezione in omaggio”.
Per una ASD preferiamo spostare l’attenzione dal prezzo alla possibilità di conoscere la disciplina e l’associazione.
Per esempio:
OPEN DAY – PROVA LIBERA SU PRENOTAZIONE. Vieni a conoscere la nostra attività sportiva e i nostri istruttori. Contatta la segreteria per conoscere le modalità di partecipazione.
Oppure:
GIORNATA DI AVVICINAMENTO ALLA PALLAVOLO. È possibile partecipare a una prova libera, previa prenotazione. Informazioni e modalità di partecipazione presso la segreteria.
Il risultato commerciale, in termini di comunicazione, è praticamente lo stesso.
Ma il messaggio è molto più coerente con un’associazione sportiva.
Attenzione però: “libera” non significa “entra chiunque e fa quello che vuole”
Qui arriva la parte più delicata. Scrivere “prova libera” ci piace. Non vorremmo che venisse interpretato come:
“Presentati in palestra, entra in campo e comincia ad allenarti senza alcuna formalità”.
Perché dal punto di vista sportivo, sanitario e assicurativo la questione è più complessa.
Il tesseramento è l’atto formale con cui una persona entra nel rapporto con l’organismo sportivo e acquisisce la qualifica di tesserato. Anche il Regolamento del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche definisce il tesseramento come l’atto attraverso il quale la persona diventa soggetto dell’ordinamento sportivo.
Ed è proprio ai tesserati che è collegata anche l’assicurazione obbligatoria degli sportivi dilettanti prevista dall’ordinamento.
E arriviamo al certificato medico
Anche qui occorre fare attenzione.
Il Ministero della Salute ricorda che per l’attività sportiva non agonistica organizzata nell’ambito delle società e associazioni sportive affiliate il certificato medico è, in linea generale, obbligatorio, salvo le specifiche esenzioni previste dalla normativa per determinate attività e categorie.
Diversa è l’attività ludico-motoria, svolta da persone non tesserate e finalizzata semplicemente al benessere psicofisico: per questa attività l’obbligo generalizzato di certificazione è stato soppresso.
Quindi dobbiamo evitare una semplificazione eccessiva del tipo:
“chiunque fa una prova deve sempre essere tesserato e avere sempre il certificato medico”.
Dipende da che cosa gli facciamo realmente fare.
Ma se quella “prova” consiste, nei fatti, nel partecipare a una vera seduta di attività sportiva organizzata dall’ASD, insieme agli altri atleti e sotto la guida del tecnico, la soluzione più prudente è verificare preventivamente:
tesseramento;
copertura assicurativa;
necessità del certificato medico;
eventuali procedure particolari previste dalla Federazione o dall’Ente di Promozione Sportiva.
Ed è qui che teoria e pratica iniziano spesso a litigare.
“Ma se deve prima tesserarsi e fare il certificato… che prova è?”
È la domanda che ci fanno tutti.
Ed è comprensibilissima.
Una mamma porta il figlio a provare basket perché non sa ancora se gli piacerà.
Difficilmente, prima ancora di aver visto un pallone, avrà già:
compilato tutti i moduli;
effettuato il tesseramento;
prenotato la visita;
ottenuto il certificato medico;
deciso di iscrivere il bambino per tutta la stagione.
Lo stesso vale per un adulto che vuole capire se preferisce yoga, ginnastica, karate o pallavolo.
La realtà quotidiana delle associazioni è questa.
Ed è proprio per questo che l’Open Day deve essere organizzato, non semplicemente pubblicizzato.
La responsabilità dell’associazione
Quando permettiamo a una persona non ancora inserita correttamente nel sistema sportivo di partecipare materialmente a un’attività, dobbiamo essere consapevoli che ci stiamo assumendo una responsabilità.
Non basta scrivere sul modulo: “partecipo sotto la mia responsabilità”.
Una liberatoria non cancella automaticamente gli obblighi di sicurezza e organizzazione dell’associazione.
Occorre invece capire preventivamente, anche con il proprio organismo di affiliazione, se esistono:
forme di tesseramento temporaneo;
coperture assicurative specifiche per Open Day;
procedure per giornate promozionali;
assicurazioni integrative dell’ASD;
modalità particolari per le attività di avvicinamento alla disciplina.
Questo è molto più importante della parola utilizzata sul volantino.
E il Presidente risponde personalmente?
Su questo punto bisogna evitare un’altra semplificazione.
Nelle ASD prive di personalità giuridica, l’art. 38 c.c. rileva per le obbligazioni assunte in nome e per conto dell’associazione. In caso di infortunio, tuttavia, non esiste una responsabilità personale e automatica del Presidente: occorre valutare i fatti, le funzioni concretamente svolte, le misure organizzative adottate, gli eventuali obblighi violati e il rapporto tra tali condotte e il danno.
Questo non significa però che qualsiasi infortunio comporti automaticamente una responsabilità personale del Presidente.
Occorre sempre verificare concretamente cosa è successo, chi aveva compiti organizzativi, se vi siano state omissioni, negligenze o violazioni delle regole di sicurezza.
Ma è evidente che, soprattutto nelle piccole ASD senza personalità giuridica, il Presidente ha tutto l’interesse a non trattare l’Open Day come:
“Apriamo la porta e vediamo chi arriva”.
Meglio qualche procedura in più prima che qualche problema in più dopo.
Come scriveremmo quindi un volantino?
❌ Versione a nostro avviso da evitare
NUOVI CORSI DI GINNASTICA
Prima settimana GRATIS!
Vieni e prova senza impegno.
Nessuna iscrizione necessaria.
Aperto a tutti!
Offerta valida fino al 30 settembre.
✅ Versione a nostro avviso da preferire
SOLUZIONE 1
NUOVA STAGIONE SPORTIVA 2026/2027
OPEN DAY – PROVA LIBERA PREVIA PRENOTAZIONE
Vieni a conoscere le nostre attività di ginnastica e i nostri istruttori.
La partecipazione alla giornata di prova è su prenotazione.
Contatta preventivamente la segreteria per conoscere le modalità di partecipazione e la documentazione eventualmente necessaria.
XYZ Associazione Sportiva Dilettantistica Affiliata a ______
Telefono – email – sito internet
SOLUZIONE 2
NUOVA STAGIONE SPORTIVA 2026/2027
OPEN DAY – GIORNATA DI AVVICINAMENTO ALLA GINNASTICA
Vieni a conoscere le nostre attività, i nostri tecnici e l’organizzazione dell’associazione.
La partecipazione è LIBERA e su prenotazione, secondo le modalità comunicate dalla segreteria.
Prima dell’attività saranno verificate l’eventuale documentazione necessaria e le condizioni di partecipazione.
Per informazioni e prenotazioni: XYZ Associazione Sportiva Dilettantistica Affiliata a Telefono – e-mail – sito internet
E non abbiamo nemmeno bisogno di scrivere “gratis”: chi legge “prova libera” capisce benissimo che non gli stiamo chiedendo di acquistare una lezione.
Alcune espressioni da evitare
costruiscono un’immagine fortemente commerciale:
Prima lezione gratis
Una settimana in omaggio
Offerta nuovi clienti
Promozione settembre
Pacchetto 10 lezioni + 2 gratis
Abbonamento Gold
Porta un amico e avrai una lezione omaggio
Vieni, prova e non paghi nulla
Preferiamo invece:
Open Day - Prova libera su prenotazione
Giornata di prova su prenotazione
Giornata di avvicinamento alla disciplina
Lezione di presentazione dell'attività sportiva
Vieni a conoscere la nostra attività
Scopri il nostro sport e Incontra i nostri tecnici
Prenota la tua partecipazione all’Open Day
Il principio potrebbe essere riassunto così:
Non promuoviamo lo sconto. Promuoviamo l’esperienza sportiva.
Ma attenzione: il volantino deve dire la verità
Questa è la parte fondamentale.
Possiamo preparare il volantino più associativo del mondo:
“Open Day – giornata di avvicinamento alla disciplina – prova libera”.
Ma se nella realtà abbiamo una palestra in cui chiunque entra, paga, partecipa e se ne va senza tesseramento e senza alcuna reale organizzazione associativa, il problema rimane.
Le parole non possono correggere la sostanza.
Allo stesso modo non serve togliere la parola “abbonamento” dal volantino se poi tutta la gestione interna parla esclusivamente di:
“clienti”, “promozioni”, “pacchetti”, “rinnovi”, “offerte”.
Volantino, sito internet, social, modulistica e comportamento concreto dell’associazione devono raccontare la stessa storia.
In altre parole la comunicazione esterna non determina da sola il trattamento fiscale dell’attività. Tuttavia, insieme a statuto, regolamenti, modulistica, tesseramenti, rendicontazione, sito, social e modalità operative, può concorrere a descrivere il modo in cui l’associazione si presenta e opera concretamente
Prima dell’Open Day facciamo qualche domanda
Prima di stampare 5.000 volantini, sarebbe molto più utile dedicare dieci minuti a verificare:
Che cosa farà concretamente chi viene a provare?
Si tratta di una vera seduta sportiva oppure di una semplice attività di avvicinamento?
Deve essere tesserato prima di partecipare?
Come è coperto dal punto di vista assicurativo?
Serve il certificato medico?
La nostra Federazione o il nostro EPS ha previsto regole specifiche per gli Open Day?
Abbiamo una copertura assicurativa adeguata anche per le persone non ancora tesserate?
Quello che scriviamo sul volantino corrisponde a quello che facciamo veramente?
Queste sono le domande importanti.
E poi c’è il campione mondiale della “lezione di prova”
Chiudiamo con una categoria che qualsiasi associazione sportiva conosce.
Il professionista della prova libera.
Arriva a settembre.
“Vorrei provare.”
Prova.
A ottobre torna:
“Posso fare un’altra prova? Non sono ancora convinto.”
A novembre cambia corso.
“Questo non l’ho mai provato.”
A dicembre prova con un altro istruttore.
A gennaio ricomincia perché:
“È iniziato l’anno nuovo.”
A febbraio porta un amico e naturalmente devono provare entrambi.
A quel punto non abbiamo più una lezione di prova.
Abbiamo un atleta che ha trovato un innovativo piano annuale:
12 mesi, zero euro, tesseramento opzionale.
E lì il problema non è più come abbiamo scritto il volantino.
Il problema è che una prova deve rimanere una prova.
Serve per conoscere l’attività e decidere se iniziare un percorso sportivo.
Se invece diventa un sistema permanente per partecipare alle attività senza mai entrare realmente nella vita sportiva dell’associazione, siamo davanti a tutt’altra situazione.
Ma quella, come si dice, è un’altra puntata.






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