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Bilancio per cassa ASD: guida pratica allo schema dei Dottori Commercialisti

  • 2 minuti fa
  • Tempo di lettura: 4 min

1. Punto di partenza: estratti conto e prima nota

  1. Raccogli i documenti base:

    • Estratto conto bancario completo dell’anno (tutti i movimenti, compresi costi, commissioni, interessi).

    • Prima nota di cassa (entrate/uscite in contanti), o almeno un elenco cronologico di tutti i movimenti di cassa.

  2. Verifica che:

    • Il saldo banca al 31/12 coincida con quello indicato dalla banca.

    • Il saldo cassa al 31/12 sia reale (conta fisicamente il contante e aggiorna l’ultima riga della prima nota).

Tutto ciò che è stato incassato o pagato nell’anno deve finire nel rendiconto di cassa: non guardiamo competenza, ma il principio di cassa.


2. Logica del rendiconto per cassa

Lo schema CNDCEC per ASD riprende la struttura del Modello D (rendiconto per cassa) ETS e la adatta al contesto sportivo.banana+1

  • Le voci sono divise in sezioni (A, B, C, D, E, …).

  • Per ciascuna sezione hai:

    • Entrate (ricavi/proventi) dell’anno.

    • Uscite (costi/oneri) dell’anno.

Nel tuo caso specifico:

  • Sezione A: attività istituzionale (quote, corrispettivi istituzionali, costi sportivi, materiali, affitti palestra, assicurazioni, ecc.).

  • Sezione D punto 1: attività finanziaria (costi bancari, interessi attivi).

  • Sezione E: attività di supporto generale/servizi (commercialista, PEC, altri servizi amministrativi).


3. Classificazione pratica dei movimenti

3.1. Sezione A – Attività istituzionale

Qui vanno tutti i ricavi e i costi collegati all’attività sportiva dilettantistica e istituzionale dell’ASD:

  • Ricavi istituzionali (entrate):

    • Quote associative.

    • Corrispettivi per corsi/allenamenti (non commerciali).

    • Incassi da partecipazione a gare, contributi da altre ASD per attività istituzionali.

  • Costi istituzionali (uscite):

    • Canoni di affitto palestra / campi.

    • Compensi ad allenatori e istruttori (se pagati nell’anno).

    • Materiale sportivo, attrezzature (palloni, divise, ecc.).

    • Spese di iscrizione a campionati, tesseramenti, quote federali.

    • Spese “di funzionamento” legate all’attività, come ad esempio la carta igienica del bagno del centro sportivo: si tratta di costo di gestione della sede in cui si svolge l’attività, quindi va in A come costo istituzionale (o sottovoce “spese generali di funzionamento”).

Operativamente:

  • Per ogni movimento banca/cassa chiediti: “È collegato all’attività sportiva istituzionale?”

    • Se sì, mettilo in Sezione A, nel sotto-rigo corretto (proventi istituzionali, costi per servizi sportivi, spese generali di funzionamento, ecc.).

3.2. Sezione D – Attività finanziaria (punto 1)

Qui vanno i movimenti tipicamente bancari:

  • Costi bancari:

    • Spese tenuta conto.

    • Commissioni POS.

    • Commissioni bonifici o RIBA.

    • Spese per operazioni su conto (ad esempio “spese trimestrali”).

  • Proventi finanziari:

    • Interessi attivi su conto corrente o deposito.

    • Eventuali proventi da strumenti finanziari (se li avete, di solito no in ASD piccole).

Per ogni voce di estratto conto tipo:

  • “Spese conto”, “Commissioni POS”, “Commissioni bonifici” → Uscite sezione D, rigo “Oneri finanziari”.

  • “Interessi attivi” → Entrate sezione D, rigo “Proventi finanziari”.

3.3. Sezione E – Servizi (attività di supporto)

Qui vanno i costi di servizi amministrativi e gestionali:

  • Servizi professionali e amministrativi:

    • Compenso del commercialista (fattura pagata).

    • Costo annuo PEC.

    • Eventuali servizi software (gestionali, contabilità online, abbonamenti a piattaforme per la gestione associativa).

    • Altri servizi: consulenze varie, servizi informatici, manutenzione sito web, ecc.

Per ogni fattura pagata per servizi, chiediti:

  • “È un servizio di supporto alla gestione?”

    • Se sì → Sezione E, voce “Servizi”.


4. Gestione cassa e banca nel rendiconto

Nel rendiconto per cassa, la sezione finale è dedicata alla liquidità (cassa e banca)

4.1. Saldi iniziali

  • Fondo di cassa iniziale: saldo contante al 1/1 (o all’inizio dell’esercizio).

  • Fondo di banca iniziale: saldo conto corrente al 1/1.

Questi valori si riportano nei righi iniziali dei “fondi liquidi” come situazione di partenza.

4.2. Movimenti dell’anno

Non si inseriscono i singoli movimenti uno per uno nella sezione “liquidità”:

  • I movimenti di incasso e pagamento sono già confluiti nelle varie sezioni A, D, E… come entrate e uscite dell’esercizio.

  • La sezione “cassa e banca” mostra solo la variazione complessiva:

Formula concettuale:

  • Saldo iniziale cassa + (entrate in contanti – uscite in contanti) = saldo finale cassa.

  • Saldo iniziale banca + (entrate su conto – uscite su conto) = saldo finale banca.

Il saldo finale che inserisci nel rendiconto deve coincidere:

  • Per la banca, con il saldo dell’estratto conto al 31/12 (al netto di eventuali assegni o partite particolari).

  • Per la cassa, con il contante effettivamente presente nella cassa il 31/12 (verificato con conteggio fisico).

4.3. Controllo di quadratura

Alla fine:

  • Somma tutte le entrate del rendiconto per cassa.

  • Somma tutte le uscite.

  • Verifica che la differenza entrate – uscite sia coerente con la variazione di cassa + banca tra inizio e fine anno.

Se i totali non tornano, probabilmente:

  • Mancano alcuni movimenti (es. prelievo contante dalla banca non registrato in cassa).

  • Alcuni movimenti sono stati classificati sbagliati (es. costo bancario messo in sezione sbagliata).


5. Inserire “tutti” i movimenti: metodo pratico

Per non dimenticare niente:

  1. Stampa o esporta estratto conto banca (Excel) e elenco movimenti di cassa.

  2. Aggiungi una colonna “Sezione”:

    • A (istituzionale),

    • D (finanziaria),

    • E (servizi),

    • altre sezioni se presenti nello schema CNDCEC (es. attività diverse, raccolta fondi, ecc.).

  3. Per ogni riga:

    • Indica se è entrata o uscita.

    • Assegna la sezione e un sottoconto (es. “affitto palestra”, “quote associative”, “compensi istruttori”, “spese bancarie”, “commercialista”).

  4. Alla fine, fai un totale per sezione e sottoconto e riporta i valori nel rendiconto di cassa.

In questo modo:

  • Tutti i movimenti “in dare e in avere” di banca e cassa sono riclassificati.

  • Spese e commissioni bancarie non vengono dimenticate.

  • Piccole spese di cassa (come supermercato per carta igienica) sono collocate correttamente.


6. Archiviazione fatture passive e ricevute

Per garantire ordine e tracciabilità, indica al cliente di:

6.1. Fatture passive

  • Numerarle progressivamente (es. FP 1/2024, FP 2/2024, …).

  • Archiviarsi per anno e per fornitore o per tipologia:

    • Cartaceo: raccoglitore “Fatture passive 2024”, diviso per mesi.

    • Digitale: cartella “2024/Fatture passive”, ogni documento rinominato con data, numero fattura, fornitore (es. “2024-03-15_Fattura_12_Commercialista.pdf”).

  • A ogni fattura deve corrispondere:

    • Un movimento di uscita nel rendiconto (banca o cassa).

    • La classificazione corretta (Sezione A, D, E, ecc.).

6.2. Ricevute e incassi

  • Ricevute emesse per quote/corrispettivi istituzionali:

    • Conservare copia numerata (R 1/2024, R 2/2024, …).

    • Tenere registro delle ricevute (data, importo, causale).

  • Incassi senza fattura (es. quote associative) vanno comunque:

    • Registrati in prima nota di banca/cassa.

    • Collegati a un elenco interno (registro quote soci, registro corsi).

6.3. Collegamento con il rendiconto

Per ogni voce significativa del rendiconto:

  • Deve esistere un documento giustificativo archiviato:

    • Fattura, ricevuta, contratto, estratto conto.

  • La numerazione aiuta a risalire rapidamente dal bilancio al documento.

Scopri come compilare il bilancio per cassa di una ASD secondo lo schema dei Dottori Commercialisti: classificazione di entrate e uscite, gestione di banca e cassa e archiviazione delle fatture.

 
 
 
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