Bilancio per cassa ASD: guida pratica allo schema dei Dottori Commercialisti
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1. Punto di partenza: estratti conto e prima nota
Raccogli i documenti base:
Estratto conto bancario completo dell’anno (tutti i movimenti, compresi costi, commissioni, interessi).
Prima nota di cassa (entrate/uscite in contanti), o almeno un elenco cronologico di tutti i movimenti di cassa.
Verifica che:
Il saldo banca al 31/12 coincida con quello indicato dalla banca.
Il saldo cassa al 31/12 sia reale (conta fisicamente il contante e aggiorna l’ultima riga della prima nota).
Tutto ciò che è stato incassato o pagato nell’anno deve finire nel rendiconto di cassa: non guardiamo competenza, ma il principio di cassa.
2. Logica del rendiconto per cassa
Lo schema CNDCEC per ASD riprende la struttura del Modello D (rendiconto per cassa) ETS e la adatta al contesto sportivo.banana+1
Le voci sono divise in sezioni (A, B, C, D, E, …).
Per ciascuna sezione hai:
Entrate (ricavi/proventi) dell’anno.
Uscite (costi/oneri) dell’anno.
Nel tuo caso specifico:
Sezione A: attività istituzionale (quote, corrispettivi istituzionali, costi sportivi, materiali, affitti palestra, assicurazioni, ecc.).
Sezione D punto 1: attività finanziaria (costi bancari, interessi attivi).
Sezione E: attività di supporto generale/servizi (commercialista, PEC, altri servizi amministrativi).
3. Classificazione pratica dei movimenti
3.1. Sezione A – Attività istituzionale
Qui vanno tutti i ricavi e i costi collegati all’attività sportiva dilettantistica e istituzionale dell’ASD:
Ricavi istituzionali (entrate):
Quote associative.
Corrispettivi per corsi/allenamenti (non commerciali).
Incassi da partecipazione a gare, contributi da altre ASD per attività istituzionali.
Costi istituzionali (uscite):
Canoni di affitto palestra / campi.
Compensi ad allenatori e istruttori (se pagati nell’anno).
Materiale sportivo, attrezzature (palloni, divise, ecc.).
Spese di iscrizione a campionati, tesseramenti, quote federali.
Spese “di funzionamento” legate all’attività, come ad esempio la carta igienica del bagno del centro sportivo: si tratta di costo di gestione della sede in cui si svolge l’attività, quindi va in A come costo istituzionale (o sottovoce “spese generali di funzionamento”).
Operativamente:
Per ogni movimento banca/cassa chiediti: “È collegato all’attività sportiva istituzionale?”
Se sì, mettilo in Sezione A, nel sotto-rigo corretto (proventi istituzionali, costi per servizi sportivi, spese generali di funzionamento, ecc.).
3.2. Sezione D – Attività finanziaria (punto 1)
Qui vanno i movimenti tipicamente bancari:
Costi bancari:
Spese tenuta conto.
Commissioni POS.
Commissioni bonifici o RIBA.
Spese per operazioni su conto (ad esempio “spese trimestrali”).
Proventi finanziari:
Interessi attivi su conto corrente o deposito.
Eventuali proventi da strumenti finanziari (se li avete, di solito no in ASD piccole).
Per ogni voce di estratto conto tipo:
“Spese conto”, “Commissioni POS”, “Commissioni bonifici” → Uscite sezione D, rigo “Oneri finanziari”.
“Interessi attivi” → Entrate sezione D, rigo “Proventi finanziari”.
3.3. Sezione E – Servizi (attività di supporto)
Qui vanno i costi di servizi amministrativi e gestionali:
Servizi professionali e amministrativi:
Compenso del commercialista (fattura pagata).
Costo annuo PEC.
Eventuali servizi software (gestionali, contabilità online, abbonamenti a piattaforme per la gestione associativa).
Altri servizi: consulenze varie, servizi informatici, manutenzione sito web, ecc.
Per ogni fattura pagata per servizi, chiediti:
“È un servizio di supporto alla gestione?”
Se sì → Sezione E, voce “Servizi”.
4. Gestione cassa e banca nel rendiconto
Nel rendiconto per cassa, la sezione finale è dedicata alla liquidità (cassa e banca)
4.1. Saldi iniziali
Fondo di cassa iniziale: saldo contante al 1/1 (o all’inizio dell’esercizio).
Fondo di banca iniziale: saldo conto corrente al 1/1.
Questi valori si riportano nei righi iniziali dei “fondi liquidi” come situazione di partenza.
4.2. Movimenti dell’anno
Non si inseriscono i singoli movimenti uno per uno nella sezione “liquidità”:
I movimenti di incasso e pagamento sono già confluiti nelle varie sezioni A, D, E… come entrate e uscite dell’esercizio.
La sezione “cassa e banca” mostra solo la variazione complessiva:
Formula concettuale:
Saldo iniziale cassa + (entrate in contanti – uscite in contanti) = saldo finale cassa.
Saldo iniziale banca + (entrate su conto – uscite su conto) = saldo finale banca.
Il saldo finale che inserisci nel rendiconto deve coincidere:
Per la banca, con il saldo dell’estratto conto al 31/12 (al netto di eventuali assegni o partite particolari).
Per la cassa, con il contante effettivamente presente nella cassa il 31/12 (verificato con conteggio fisico).
4.3. Controllo di quadratura
Alla fine:
Somma tutte le entrate del rendiconto per cassa.
Somma tutte le uscite.
Verifica che la differenza entrate – uscite sia coerente con la variazione di cassa + banca tra inizio e fine anno.
Se i totali non tornano, probabilmente:
Mancano alcuni movimenti (es. prelievo contante dalla banca non registrato in cassa).
Alcuni movimenti sono stati classificati sbagliati (es. costo bancario messo in sezione sbagliata).
5. Inserire “tutti” i movimenti: metodo pratico
Per non dimenticare niente:
Stampa o esporta estratto conto banca (Excel) e elenco movimenti di cassa.
Aggiungi una colonna “Sezione”:
A (istituzionale),
D (finanziaria),
E (servizi),
altre sezioni se presenti nello schema CNDCEC (es. attività diverse, raccolta fondi, ecc.).
Per ogni riga:
Indica se è entrata o uscita.
Assegna la sezione e un sottoconto (es. “affitto palestra”, “quote associative”, “compensi istruttori”, “spese bancarie”, “commercialista”).
Alla fine, fai un totale per sezione e sottoconto e riporta i valori nel rendiconto di cassa.
In questo modo:
Tutti i movimenti “in dare e in avere” di banca e cassa sono riclassificati.
Spese e commissioni bancarie non vengono dimenticate.
Piccole spese di cassa (come supermercato per carta igienica) sono collocate correttamente.
6. Archiviazione fatture passive e ricevute
Per garantire ordine e tracciabilità, indica al cliente di:
6.1. Fatture passive
Numerarle progressivamente (es. FP 1/2024, FP 2/2024, …).
Archiviarsi per anno e per fornitore o per tipologia:
Cartaceo: raccoglitore “Fatture passive 2024”, diviso per mesi.
Digitale: cartella “2024/Fatture passive”, ogni documento rinominato con data, numero fattura, fornitore (es. “2024-03-15_Fattura_12_Commercialista.pdf”).
A ogni fattura deve corrispondere:
Un movimento di uscita nel rendiconto (banca o cassa).
La classificazione corretta (Sezione A, D, E, ecc.).
6.2. Ricevute e incassi
Ricevute emesse per quote/corrispettivi istituzionali:
Conservare copia numerata (R 1/2024, R 2/2024, …).
Tenere registro delle ricevute (data, importo, causale).
Incassi senza fattura (es. quote associative) vanno comunque:
Registrati in prima nota di banca/cassa.
Collegati a un elenco interno (registro quote soci, registro corsi).
6.3. Collegamento con il rendiconto
Per ogni voce significativa del rendiconto:
Deve esistere un documento giustificativo archiviato:
Fattura, ricevuta, contratto, estratto conto.
La numerazione aiuta a risalire rapidamente dal bilancio al documento.


