Social Bonus: le donazioni agli ETS possono finanziare anche le spese di gestione
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Il Social Bonus per gli ETS diventa ancora più interessante. Un chiarimento del Ministero del Lavoro del luglio 2026 ha precisato che, a determinate condizioni, le donazioni agevolate possono finanziare non soltanto il recupero di immobili pubblici inutilizzati o beni confiscati, ma anche alcune successive spese di gestione, come utenze, pulizie, spese condominiali e tributi.
Il Social Bonus è un'agevolazione fiscale pensata per favorire il recupero e il riutilizzo di immobili pubblici inutilizzati e di beni confiscati alla criminalità organizzata.
A poter presentare i progetti sono gli Enti del Terzo settore iscritti al RUNTS ai quali questi beni sono stati assegnati.
L'obiettivo è semplice: recuperare un immobile inutilizzato e restituirlo alla collettività, utilizzandolo per attività sociali, culturali, educative, sportive o per altre attività di interesse generale.
Un forte incentivo per chi fa una donazione
Chi decide di finanziare uno di questi progetti può ottenere un importante vantaggio fiscale.
Il credito d'imposta è pari:
al 65% dell'importo donato dalle persone fisiche;
al 50% dell'importo donato da enti e società.
Quindi, ad esempio, una persona fisica che dona 1.000 euro a un progetto ammesso al Social Bonus può maturare, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa, un credito d'imposta di 650 euro.
Attenzione, però: non è sufficiente effettuare una normale donazione a un ETS.
Il progetto deve essere stato preventivamente ammesso al Social Bonus dal Ministero del Lavoro.
Quali interventi possono essere finanziati?
Le donazioni possono servire a sostenere le spese necessarie per recuperare l'immobile.
Sono ammessi, ad esempio, interventi di:
manutenzione ordinaria;
manutenzione straordinaria;
restauro;
risanamento conservativo;
ristrutturazione.
Il bene recuperato dovrà poi essere utilizzato dall'ETS per svolgere attività di interesse generale con modalità non commerciali.
La novità: il Social Bonus non termina necessariamente con i lavori
Uno dei problemi più frequenti per le associazioni è che recuperare un immobile rappresenta soltanto il primo passo.
Una volta terminati i lavori iniziano infatti le normali spese necessarie per mantenerlo aperto e utilizzabile.
Luce, acqua, riscaldamento, pulizie, spese condominiali e tributi possono diventare costi importanti per un ETS.
Proprio su questo punto è intervenuto il Ministero del Lavoro nel luglio 2026.
Il Ministero ha chiarito che, a determinate condizioni, il Social Bonus può continuare ad essere utilizzato anche dopo la conclusione dei lavori, consentendo di raccogliere donazioni agevolate destinate alle spese di funzionamento del bene.
Quali spese possono rientrare?
Tra le spese di gestione indicate dalla disciplina troviamo, ad esempio:
utenze, spese condominiali, pulizie e oneri tributari.
Si tratta quindi di costi molto concreti, che normalmente un'associazione deve sostenere per poter utilizzare quotidianamente un immobile.
La novità è particolarmente interessante perché rende il Social Bonus non soltanto uno strumento per recuperare un bene, ma anche per contribuire a mantenerlo effettivamente funzionante nel tempo.
Cosa deve fare l'ETS?
Dopo aver concluso e rendicontato i lavori di recupero, l'ente che vuole continuare ad utilizzare il Social Bonus per le spese di gestione deve manifestare questa volontà sulla piattaforma ministeriale.
Dovrà inoltre indicare il budget delle spese previste.
Il Ministero valuterà la richiesta e verificherà che le spese siano ammissibili.
Una volta ottenuto il via libera, sul sito del Ministero verrà pubblicata l'informazione che consente ai potenziali donatori di sapere che anche le nuove donazioni destinate al funzionamento del bene possono beneficiare del Social Bonus.
L'ETS dovrà poi continuare a rendicontare periodicamente le somme ricevute e le spese sostenute.
Come si presenta un progetto?
Gli ETS interessati devono utilizzare la piattaforma del Ministero del Lavoro.
Ogni anno sono previste tre scadenze per la presentazione delle domande:
15 gennaio, 15 maggio e 15 settembre.
Il progetto viene successivamente esaminato dal Ministero.
Solo dopo l'ammissione ufficiale le donazioni effettuate a favore del progetto possono beneficiare del Social Bonus.
Cosa deve fare chi vuole donare?
Anche il donatore deve rispettare alcune regole.
Il pagamento deve essere tracciabile, quindi effettuato tramite banca, posta o altro sistema che permetta di identificarlo.
È importante anche compilare correttamente la causale, indicando il riferimento al Social Bonus, l'ETS beneficiario e il progetto finanziato.
Il credito d'imposta viene poi utilizzato in tre quote annuali di pari importo.
Un'opportunità interessante per gli ETS
Il chiarimento del Ministero rende il Social Bonus ancora più interessante.
Recuperare un immobile pubblico o un bene confiscato può rappresentare una grande opportunità per un'associazione, ma comporta anche importanti costi negli anni successivi.
La possibilità di raccogliere donazioni agevolate anche per sostenere alcune spese di gestione può quindi aiutare gli ETS non soltanto a ristrutturare un bene, ma soprattutto a mantenerlo vivo e utilizzarlo concretamente per le proprie attività.
Per gli enti che hanno in gestione immobili pubblici inutilizzati o beni confiscati può quindi essere utile verificare se esistono le condizioni per presentare un progetto di Social Bonus.






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