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IVA e tasse negli ETS dal 2026: cosa cambia per APS, ODV e altri enti

  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Torniamo ancora sull'argomento nella speranza di chiarire ancora molti dubbi.

Dal 2026 il quadro si divide così:

  • IVA “speciale” solo per APS/ODV in art. 86,

  • IVA ordinaria per gli altri ETS,

con poi due regimi forfetari distinti (art. 86 e art. 80) che riguardano le imposte dirette.

IVA dal 2026 per APS/ODV in regime art. 86

Per APS e ODV che optano per il regime forfetario speciale art. 86:

  • Possono accedere se, nel periodo precedente, i ricavi commerciali non superano 85.000 euro; la soglia si valuta nell’ambito di un volume d’affari comunque contenuto (giro d’affari complessivo tipicamente sotto i 300.000 euro, per restare in fascia “piccoli ETS”).

  • L’art. 86 prevede semplificazioni anche IVA sulle attività commerciali:

    • esonero dagli obblighi di liquidazione e registrazione periodica;

    • nessun addebito d’IVA in rivalsa sulle fatture delle operazioni commerciali incluse nel regime;

    • l’IVA resta a carico dell’ente e si versa solo in casi particolari (reverse charge, acquisti intracomunitari, importazioni).

Per le attività istituzionali verso soci/utenti (quote, corrispettivi specifici, somministrazioni interne) resta la proroga dell’esclusione IVA fino al 2036, quindi su questo fronte non cambia nulla.

IVA dal 2026 per ETS “generici” (non APS/ODV) e APS/ODV fuori art. 86

Per tutti gli altri ETS non commerciali (e per APS/ODV che non optano o non possono stare in art. 86):

  • l’IVA sulle attività commerciali è in regime ordinario:

    • applicazione dell’aliquota nelle fatture/corrispettivi imponibili;

    • liquidazioni (mensili o trimestrali) e dichiarazione IVA;

    • detrazione dell’IVA sugli acquisti in proporzione all’uso commerciale (eventuale pro‑rata).

  • le attività istituzionali verso associati/beneficiari continuano a beneficiare delle esclusioni/esenzioni IVA prorogate (quote, servizi istituzionali a soci, etc.).

Regime art. 86 CTS (solo APS e ODV) - calcolo tassazione attività commerciale

L’art. 86 è un regime opzionale di forfetizzazione delle imposte dirette sulle attività commerciali di APS e ODV.

Condizioni principali:

  • soggetti: solo APS e ODV iscritte al RUNTS;

  • soglia: ricavi commerciali dell’anno precedente ≤ 85.000 euro (con possibilità di “presunzione” in ingresso basata sulla previsione per l’anno in corso).

Effetti su IRES/IRAP:

  • si applica un coefficiente di redditività ai ricavi commerciali:

    • 1% per ODV,

    • 3% per APS;

  • sul reddito così determinato si applica l’aliquota IRES 24% (e IRAP se dovuta);

  • il carico effettivo è quindi circa 0,24% dei ricavi per ODV e 0,72% per APS, un regime molto favorevole rispetto al calcolo analitico.​

Effetti contabili/fiscali:

  • forti semplificazioni contabili per la parte commerciale ai fini imposte sui redditi (niente contabilità analitica obbligatoria, ma sempre bilancio ETS e documenti da conservare);

  • nessun vantaggio sulle imposte non collegate al reddito (IMU, etc.).

Regime art. 80 CTS (ETS non commerciali “generici”) - calcolo tassazione attività commerciale

L’art. 80 introduce un regime forfetario per gli ETS non commerciali che svolgono anche attività commerciali (non solo APS/ODV).

Caratteristiche:

  • soggetti: tutti gli ETS non commerciali di cui all’art. 79, comma 5 CTS (incluse APS/ODV che non stanno in art. 86, se optano);

  • applicazione: alle attività di interesse generale rese in forma commerciale e alle attività diverse, purché l’ente mantenga la qualifica di non commerciale;

  • soglia: ricavi commerciali annui entro i limiti previsti (in via generale 130.000 euro, salvo aggiornamenti), da verificare sull’anno precedente.

Effetti:

  • reddito d’impresa determinato applicando coefficienti di redditività ai ricavi, differenziati per tipologie di attività (non un unico 1%/3% come l’art. 86);

  • esclusione ISA, possibilità di utilizzare le perdite pregresse secondo TUIR, semplificazioni contabili simil‑forfettario;

  • nessuna agevolazione IVA: l’IVA sulle attività commerciali resta quella ordinaria

Schema sintetico regimi ETS dal 2026

Profilo

APS/ODV in regime art. 86 CTS

ETS non commerciali in regime art. 80 CTS (incluse APS/ODV fuori art. 86)

ETS commerciali (ordinari)

Profilo

APS/ODV in regime art. 86 CTS

ETS non commerciali in regime art. 80 CTS (incluse APS/ODV fuori art. 86)

ETS commerciali (ordinari)

Chi rientra

Solo APS e ODV iscritte RUNTS che optano per art. 86 e hanno ricavi commerciali anno precedente ≤ 85.000 €

Tutti gli ETS non commerciali che optano per art. 80; include APS/ODV che non stanno (o non vogliono stare) in art. 86 se rispettano i limiti

ETS che superano i test di non commercialità o scelgono il regime ordinario (anche APS/ODV/ETS che non usano forfettari)

IVA attività istituzionali (quote, servizi a soci, ecc.)

Escluse/agevolate fino al 2036 come per gli altri ETS

Idem: escluse/agevolate fino al 2036

Idem sulle attività istituzionali “pure”

IVA attività commerciali

Regime agevolato collegato ad art. 86: niente rivalsa IVA ordinaria sulle operazioni nel regime, adempimenti IVA fortemente ridotti, IVA rilevante solo in casi particolari (acquisti intra, import, reverse charge)

IVA ordinaria sulle attività commerciali: fatturazione con IVA, liquidazioni (di solito trimestrali), detrazione in proporzione, dichiarazione IVA

IVA ordinaria piena come per le imprese: liquidazioni, detrazione, pro‑rata se promiscuità, obblighi completi

Imposte dirette sulla parte commerciale

Reddito d’impresa forfetario: 1% dei ricavi per ODV e 3% per APS, poi IRES su base ultra‑ridotta

Reddito d’impresa forfetario con coefficienti art. 80 per tipologia di attività; vale per ETS non commerciali

Reddito d’impresa analitico secondo TUIR: ricavi‑costi, senza forfetizzazione

Contabilità fiscale per la parte commerciale

Semplificata: niente obbligo di contabilità analitica ai fini reddito, ma conservazione documenti e bilancio ETS con schemi ministeriali

Semplificata rispetto all’ordinario (come un forfettario “evoluto”), ma sempre bilancio ETS e tracciabilità documentale

Contabilità ordinaria piena per l’area commerciale + bilancio ETS (se rimane ETS)

Quando conviene

APS/ODV con commerciale entro 85.000 € e poca IVA “a credito”: massima semplificazione e tassazione minima

ETS non commerciali con commerciale non enorme (entro 130.000 €) e struttura semplice, anche quando l’IVA ordinaria è gestibile

ETS con attività commerciale strutturata, forte IVA a credito, volumi elevati: serve pieno ordinario per sfruttare detrazioni e gestire la complessità

Commento operativo

  • Per una APS/ODV piccola o medio‑piccola con attività commerciale limitata (corsi, eventi, bar sociale) il target naturale è:

    • IVA in art. 86 (niente rivalsa e adempimenti minimi sulle vendite in regime);

    • imposte dirette con reddito forfetario 1%/3%.

  • Per un ETS culturale/multiprogetto non APS/ODV, ma con commerciale sotto i 130.000, il focus è l’art. 80: mantieni IVA ordinaria ma semplifichi molto IRES.

  • Sopra certi volumi (e in prossimità o oltre i 300.000 di commerciale) il discorso diventa quasi “impresa”: lì il gioco è meno sulla forfetizzazione e più su detraibilità IVA, gestione costi e corretta qualificazione ETS/non ETS commerciale.

IVA e tasse negli ETS dal 2026: cosa cambia per APS, ODV e altri enti

 
 
 

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