CRE ASD: quando è attività istituzionale e quando attività commerciale?
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1. Premessa
DEFINIZIONE DI CRE in una ASD
Per “CRE” (centro ricreativo estivo) in ambito associativo si intendono attività educative e ludico–sportive, spesso miste (sport, laboratori, momenti di assistenza ai pasti), rivolte principalmente a minori e organizzate su base settimanale o giornaliera.
In una ASD il CRE è di solito la naturale estensione estiva dei corsi sportivi svolti durante l’anno, ma con un mix più ampio di attività.
Questo incide direttamente su due piani molto concreti:
se la quota pagata dai genitori è da considerare istituzionale o commerciale;
come qualificare i compensi di chi lavora nel CRE (istruttori sportivi, educatori, accompagnatori, personale di supporto).
PRIMA DI ORGANIZZARE CRE SI RACCOMANDA DI LEGGERE LO STATUTO dell'Associazione
Prima ancora di fissare le quote o stampare i volantini, è indispensabile che l’associazione si fermi a leggere il proprio statuto. In particolare, occorre verificare tre punti.
Oggetto sociale principale. Nell’articolo dedicato allo scopo/oggetto sociale va controllato che l’associazione: non sia limitata in modo rigido ad una sola disciplina, ma preveda in modo chiaro l’“organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche” (anche multisport), comprensive di formazione, didattica e preparazione.
Solo così tutta l’attività sportiva del CRE (allenamenti, avviamento allo sport, attività motoria guidata, giochi sportivi strutturati) può essere ricondotta all’attività istituzionale dell’ente.
Attività secondarie/strumentali. Vanno poi lette con cura le lettere dell’articolo che elencano le attività secondarie. È importante trovare richiamate, in modo esplicito o comunque riconoscibile:
le iniziative ricreative e socio‑educative;
le gite e i soggiorni finalizzati alla pratica delle attività sociali;
la somministrazione di alimenti e bevande e/o la gestione di posti di ristoro (mensa, bar, ecc.).
In questo modo:
le uscite (passeggiate, piscina, gite di una giornata) saranno correttamente collocate tra le attività secondarie commerciali;
i pranzi e gli eventuali servizi di mensa o bar saranno ancorati alle attività secondarie e non “spacciati” per attività sportiva.
Coerenza tra statuto, comunicazione e contabilità. Una volta chiarito:
cosa rientra nell’attività sportiva istituzionale (tutta la parte realmente sportiva del CRE, agganciata all’oggetto sociale);
cosa rientra nelle attività secondarie (gite, pasti, servizi accessori),
la stessa distinzione deve essere rispettata anche nella pratica:
nei materiali informativi alle famiglie (come viene descritto il CRE);
nelle delibere interne (come viene inquadrata l’iniziativa dal direttivo);
e soprattutto nella contabilità, separando i proventi sportivi da quelli delle attività secondarie/commerciali.
2. Quota di partecipazione: istituzionale o commerciale?
Per le ASD la distinzione classica è tra:
Attività istituzionale/decommercializzata: attività svolte in diretta attuazione dello scopo sportivo dilettantistico, rese a soci/tesserati, con corrispettivi specifici che non assumono natura commerciale (corsi per soli soci, quote di partecipazione a stage/campionati riservati a tesserati, ecc.).
Attività commerciale: attività rese verso corrispettivo a non soci/terzi o non immediatamente riconducibili allo scopo sportivo (servizi ricreativi generici, guardia bimbi, bar, servizi accessori organizzati in logica “mercato”).
in pratica:
se l’attività è strutturata come prosecuzione dell’attività sportiva riferita allo sport praticato durante l'anno dalla ASD (allenamenti, giochi sportivi, attività motoria) e apre solo a soci/tesserati, la quota percepita si considera istituzionale/decommercializzata;
se invece il CRE è aperto indistintamente a tutti, con forte componente di custodia/animazione e solo qualche ora di sport “di contorno”, e viene pubblicizzato come “servizio estivo per i bambini del paese”, la quota tende ad avere natura commerciale, anche se organizzato da un’ASD.
3. Come si pagano gli istruttori in un CRE
Dopo la riforma sportiva, le figure tipiche nel CRE sportivo sono due grandi blocchi.
Istruttori sportivi / educatori sportivi
Sono le persone che svolgono attività didattica e formativa sportiva:
allenamenti;
giochi sportivi strutturati;
circuiti motori;
tornei guidati;
avviamento allo sport.
Questi soggetti possono essere inquadrati come lavoratori sportivi, con compensi che rientrano nel regime specifico:
qualificati come redditi diversi fino alla soglia agevolata (oggi 15.000 euro annui);
con una fascia di esenzione fiscale fino a 5.000 euro;
con obblighi contributivi che scattano solo oltre tale soglia, secondo la disciplina vigente sul lavoro sportivo.
E' necessario inserire nel RAS l'UNILAV e inserire i compensi sportivi erogati
Accompagnatori, sorveglianti, supporto spogliatoi/pasti
Sono le figure che:
accompagnano i minori durante gli spostamenti;
svolgono vigilanza generica;
assistono ai tavoli durante i pasti;
sorvegliano nei momenti non sportivi (compiti, giochi non strutturati).
Queste persone non rientrano automaticamente nel perimetro del lavoro sportivo solo perché operano dentro un CRE ma vanno inquadrate con forme di lavoro non sportivo, ad esempio:
collaborazioni coordinate e continuative generiche;
lavoro subordinato, quando ci sono gli elementi tipici;
prestazioni occasionali, se e quando ne ricorrono ancora le condizioni previste dalla normativa.






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