ASD: socio, tesserato o iscritto al corso? Facciamo chiarezza
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Con l’inizio della nuova stagione sportiva si consegnano diversi documenti agli aspiranti sportivi.
Ed è proprio in questo momento che nasce uno degli errori più frequenti: confondere l’iscrizione al corso, l’ammissione a socio e il tesseramento.
Sono invece tre cose diverse, con effetti diversi.
La domanda di ammissione a socio
Chi presenta la domanda di ammissione a socio chiede all’associazione di voler diventare socio dell'ente.
E' un atteggiamento completamente diverso dall'acquistare semplicemente un corso sportivo. Non siamo in un negozio dove si sceglie, si mette nel carrello, si va alla cassa, si paga e si esce con lo scontrino mostrando a tutti il bel corso acquistato.
La domanda deve essere esaminata dall’organo competente secondo quanto previsto dallo statuto, normalmente il Consiglio Direttivo.
Una volta ammesso, il soggetto entra nella compagine associativa e viene iscritto nel libro soci.
Da quel momento, oltre a pagare la quota associativa, assume i diritti e i doveri previsti dallo statuto: può partecipare alla vita associativa, alle assemblee e, quando ne ricorrono i requisiti, esercitare il diritto di voto ed essere eletto negli organi sociali (soltanto se maggiorenni).
Per le ASD lo statuto deve infatti garantire un ordinamento interno ispirato ai principi di democrazia e uguaglianza dei diritti degli associati.
Essere socio significa quindi partecipare alla vita dell’associazione, non semplicemente frequentare una palestra, un campo o un corso.
La domanda di ammissione deve essere presentata una sola volta e non deve essere riproposta ogni anno, finché permane il rapporto associativo. Annualmente sarà sufficiente il pagamento della quota associativa, secondo quanto previsto dallo statuto cosi come stabilita nel suo ammontare dal Consiglio Direttivo e il segretario dell'associazione deve procedere all'aggiornamento del libro soci.
E il tesseramento?
E' sostanzialmente diverso dall'ammissione a socio.
L’art. 15 del D.Lgs. 36/2021 stabilisce che con il tesseramento la persona fisica (aspirante sportivo) diventa soggetto dell’ordinamento sportivo ed è autorizzata a svolgere attività sportiva nell’ambito dell’organizzazione sportiva di riferimento.
Il tesseramento avviene attraverso la Federazione Sportiva Nazionale, la Disciplina Sportiva Associata (DA) o l’Ente di Promozione Sportiva cui l’ASD è affiliata. Per lo svolgimento dell’attività sportiva dovrà inoltre essere acquisito, quando previsto, il certificato medico agonistico o non agonistico.
Quindi:
SOCIO = appartiene all’associazione
TESSERATO = appartiene all’ordinamento sportivo
Le due figure possono coesistere (ad es quando il socio pratica lo sport organizzato dalla ASD). Al tesseramento è collegata anche la copertura assicurativa obbligatoria prevista dalla normativa sportiva.
IL MINORE? Nelle ASD che organizzano corsi può spesso essere più pratico inquadrare il minore solamente come tesserato, senza farlo necessariamente diventare socio. Si conosce la volubilità dei bambini: un anno calcio, l’anno successivo danza, poi basket e magari dopo qualche anno nuovamente calcio. Nulla vieta, naturalmente, che anche un minore possa essere ammesso come socio quando ciò corrisponde alla concreta realtà associativa.
L'iscrizione ai corsi?
Lo sportivo che vuole iscriversi al corso può essere socio e tesserato oppure essere solo tesserato. Per formalizzare la partecipazione al corso è necessario che l'associazione predisponga un modulo di iscrizione ai corsi e che il socio/tesserato o il tesserato lo compili nella sua interezza e lo consegni alla segreteria dell'associazione firmato in tutte le sue parti.
ESSERE ISCRITTO AL CORSO = significa partecipare a una specifica attività organizzata dall’ASD
Cosi La domanda di iscrizione al corso ha la funzione per iscriversi, ad esempio:
al corso di calcio;
alla scuola danza;
al corso di ginnastica;
al nuoto;
al tennis;
alle arti marziali.
Con questo documento si individuano normalmente il corso scelto, gli orari, il periodo di attività, il corrispettivo richiesto e le eventuali regole organizzative.
Quando può essere utile avere tutti soci?
Ci sono associazioni nelle quali ha perfettamente senso che quasi tutti i praticanti siano anche soci.
Pensiamo a una piccola ASD nella quale gli iscritti:
partecipano attivamente alla vita associativa;
frequentano le assemblee;
collaborano all’organizzazione;
condividono realmente il progetto dell’associazione;
possono candidarsi alle cariche sociali.
In questo caso avere una base associativa ampia è coerente con la realtà dell’ente.
Una persona potrebbe quindi:
presentare la domanda di ammissione a socio;
essere ammessa dal Consiglio Direttivo;
pagare la quota associativa;
essere, se necessario, tesserata;
iscriversi allo specifico corso sportivo.
Quando può essere preferibile avere soci e tesserati distinti?
Pensiamo invece a una ASD che organizza corsi per centinaia di persone (soprattutto minorenni). Molti di questi frequentatori vogliono semplicemente praticare sport.
Non sono interessati:
alle assemblee;
alla gestione dell’associazione;
all’approvazione del bilancio;
all’elezione del Presidente;
a candidarsi nel Consiglio Direttivo.
In questa situazione può essere molto più lineare avere:
una compagine sociale, formata da persone realmente interessate alla vita e alla gestione dell’associazione;
un numero molto più ampio di tesserati, che partecipano all’attività sportiva senza diventare soci.
È una scelta perfettamente possibile.
La compagine limitata dei soci
È assolutamente possibile che una ASD abbia molti tesserati e un numero più contenuto di soci. Tuttavia è opportuno che la compagine associativa sia reale, aperta e non immobile nel tempo.
Abbiamo visto che non è necessario che tutti i tesserati diventino soci, ma l’associazione deve poter dimostrare di essere effettivamente aperta all’ingresso di nuove persone interessate a partecipare alla vita sociale.
Una compagine composta per anni sempre dalle stesse pochissime persone, soprattutto se legate tra loro da rapporti familiari, a fronte di un numero elevato di tesserati, può rappresentare un elemento di criticità in caso di controllo.
La soluzione migliore è quindi mantenere una base associativa anche numericamente contenuta, ma effettiva, partecipata e dinamica.
E dal punto di vista fiscale?
Anche questo aspetto è importante.
L’art. 148, comma 3, TUIR continua a prevedere per le ASD, nel rispetto delle condizioni stabilite dalla norma, la decommercializzazione dei corrispettivi specifici relativi ad attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali anche quando siano pagati da tesserati delle organizzazioni sportive nazionali, e non soltanto dai soci (e contemporaneamente tesserato).
Quindi non è necessario trasformare artificialmente ogni corsista in socio soltanto per ottenere il trattamento fiscale previsto per l’attività sportiva istituzionale.
Naturalmente devono sussistere tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.
Il consiglio pratico in conclusione
L'associazione deve predisporre tre moduli
la domanda di ammissione a socio
la domanda di tesseramento (per la FSN, DA, EPS)
la domanda di iscrizione al corso
Una corretta distinzione tra soci/tesserati e tesserati rende più semplice la gestione dell’ASD e, soprattutto, fa corrispondere i documenti alla realtà concreta dell’associazione.






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