Fiscalità e Normativa - Sportsizexl

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LA FISCALITA', LA NORMATIVA E L' ATTIVITA' GESTIONALE
essere in regola con quanto previsto dalla legge

Servizi proposti in generale il mondo del No Profit


    1. Apertura Associazione/Società (Redazione Atto Costitutivo e Statuto, deposito e apertura CF e/o PIVA)
    2. Chiusura Associazione e compilazione documentazione necessari
    3. Invio modello EAS
    4. Verbali del Consiglio Direttivo, Assemblea e convocazione di Assemblea
    5. Incarico-tipo a Sportivo Dilettante per il Riconoscimento di Compensi, Rimborsi Forfettari di Spesa, indennità di trasferta e premi (per ASD)
    6. Compilazione contratti diversi (con professionista, con collaboratore occasionale)
    7. CU annuale per tutti coloro che hanno percepito un reddito dall'Associazione
    8. Compilazione mensile F24 (ritenute d'acconto versate nel mese precedente, liquidazione IVA trimestrale - opzione L 398/91, IRES, IRAP)
    9. Presentazione modelli Registro IVA Minori (per ASD con opzione L 398/91)
    10. Presentazione modello 770
    11. Presentazione modelli ENC IRES, IRAP
    12. Gestione Contratti Gestionali Amministrativi (per ASD)
    13. Gestione paghe e contibuti
    14. Contrattualistica (a richiesta)
    15. Invio circolari e approfondimenti periodici
    16. Incontri periodici con le Associazioni per verifica gestione
    17. Eventuale servizio fiscale annuale di tenuta contabilità (per APS, ASD e SSD)
    18. Gestione della Fattura Elettronica
    19. Comunicazione inizio attività (e apertura unità locali)
    20. Compilazione SCIA
    Fiscalità
    APPROFONDIMENTI
    stralcio di alcune news pubblicate
    Articoli sulla fiscalità
    SPLIT PAYMENT
    02 Febbraio 2015

    Per quanto riguarda le SSD e ASD che emettono fattura dal 01/01/2015 nei confronti della Pubblica Amministrazione, il pagamento da parte dell’Ente verrà suddiviso il due parti:
    • Imponibile che verrà pagato a chi ha emesso la fattura
    • IVA che viene versata dall’Ente all’Erario
    Il problema sussiste per le realtà che godono del regime di cui alla Legge 398/91. La norma stabilisce che l’IVA riscossa venga versata all’Erario solo in percentuale forfettaria del 50%.
    Pertanto tali realtà
    • Fino al 31/12/2014 riscuotevano tutta l’IVA e versavano all’Erario il 5%
    • Dal 01/01/2015 non riscuotono più nulla perché l’IVA viene versata direttamente all’Erario.
    In attesa di un chiarimento si suggerisce alle realtà che hanno optato per il regime previsto dalla Legge 398/91 di operare nel seguente modo:
    • Indicare nelle fatture emesse alla Pubblica Amministrazione la frase “IVA versata dal committente ai sensi dell’art 17/ter dpr 633/72
    • Riportare le fatture con questa dicitura in una colonna del Registro IVA specifico per i soggetti in regime di scelta della 398/91 senza considerare l’imposta in sede di calcolo trimestrale dell’IVA da versare
    • Attendere una comunicazione sul recupero del 50% dell’IVA delle fatture emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione
    LA CERTIFICAZIONE UNICA
    02 Febbraio 2015

    Il nuovo modello CUD 2015 si chiamerà certificazione unica e sostituisce dal 2015 il vecchio modello. Il CU, pertanto sarà rilasciato dai sostituti di imposta per la certificazione delle ritenute operate per
    1. I dipendenti
    2. I lavoratori autonomi per le prestazioni di professionisti con Partita IVA
    3. le collaborazioni dei collaboratori a progetto e anche occasionali.
    Come funziona per i dipendenti e gli autonomi?
    Il CU 2015 dovrà essere infatti utilizzata dai sostituiti di imposta per certificare le ritenute operate su dipendenti che potranno decidere anche di presentare la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 2015 precompilato, e certificare per la prima volta le ritenute operate sui lavoratori autonomi. Tale certificazione unica, dovrà poi essere rilasciata al lavoratore autonomo e al dipendente entro il 28 febbraio 2015.
    Per la prima volta si certificheranno anche le ritenute operate sui lavoratori autonomi, oltre che quelle effettuate su dipendenti. Una volta consegnato il CU 2015 il sostituto di imposta, provvederà ad inviarlo per via telematica all'Agenzia delle Entrate, entro il 7 marzo 2015.
    NOVITA’: i sostituti di imposta, datori di lavoro o ente pensionistico, dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate anche i dati relativi al coniuge e a familiari a carico del dipendente. Nella bozza modello CU 2015, viene quindi richiesto al sostituto di imposta, di indicare per il dipendente con familiari a carico: il coniuge, il primo figlio e i figli successivi, familiari e i figli con disabilità. Per ciascun familiare a carico, saranno indicati il codice fiscale e il numero dei mesi a carico e per figli anche se minori di tre anni, la percentuale di detrazione spettante, e la detrazione al 100% per l’affidamento dei figli. Nell'ultimo rigo, trova spazio invece la casella relativa alle famiglie numerose, che  il sostituto dovrà barrare indicando la relativa percentuale di detrazione spettante. Inoltre, vi saranno campi separati per l'indicazione esatta dei redditi percepiti, ossia, se trattasi di redditi da pensione o da dipendente, assegni al coniuge o redditi assimilati, spazio anche ai crediti non ancora rimborsati, agli oneri detraibili e deducibili.
    Come funziona la certificazione per gli autonomi?
    Gli autonomi sono lavoratori esterni all'azienda che svolgono un'attività intellettuale, artistica e non piccoli imprenditori, nei confronti di un committente, con lavoro proprio e senza vincoli di subordinazione. Rientra quindi nel lavoro autonomo: la collaborazione parasubordinata, il lavoro autonomo occasionale, i professionisti con Partita IVA, il contratto a progetto e i rimborsi sportivi.
    Fino adesso infatti una realtà che si avvaleva di una consulenza esterna doveva certificare il compenso dato senza sbrigare alcuna formalità, essendo sufficiente la sola carta intestata dell’associazione. Il professionista dal canto suo, che riceveva il compenso per la sua prestazione doveva inserire il relativo corrispettivo nella dichiarazione dei redditi mediante la certificazione dei corrispettivi ai fini di calcolo delle imposte.
    Con il nuovo modello CU 2015, la realtà associativa che si avvale di una consulenza di un lavoratore autonomo, diventa essa stessa "datore di lavoro" deve emettere un Cu da inoltrare al collaboratore e all’Agenzia delle entrate per via telematica entro il 7 marzo di ogni anno. E il modello 770 che fine farà? Per il momento rimane, anche se è allo studio un modello 770 semplificato per evitare le doppie informazioni che il Fisco riceverà sul lavoratore autonomo con il modello 770 2015 e il CU 2015.
    Istruzioni compilazione redditi diversi:
    Come va compilata la certificazione unica autonomi 2015? Il modello CU 2015 è stato completamente rinnovato in tutte le sue sezioni, è costituito da 3 pagine contenenti una serie di informazioni che il sostituito dovrà compilare e trasmettere all'Agenzia delle Entrate per la prima volta. Una nuova sezione del nuovo modello CU è per esempio la Certificazione lavoro autonomo e redditi diversi che dovrà essere compilata dalla realtà che si è avvalsa di lavoratori autonomi, quindi collaboratori anche a progetto o occasionali o professionisti con partita IVA, nel corso del 2014. Tali realtà sono tenute a certificare ufficialmente i corrispettivi pagati a lavoratori autonomi, collaboratori e professionisti per ogni singola collaborazione o prestazione professionale ricevuta indicando:
    • i compensi lordi corrisposti al lavoratore autonomo distinguendo tra somme non soggette a ritenuta, imponibili, le ritenute operate in acconto e a titolo di imposta, le addizionali regionali e comunali.
    • I contributi previdenziali dei lavoratori autonomi che sono a carico di chi ha richiesto la prestazione, o la collaborazione, e pagato i corrispettivi. In questa sezione va indicata anche la quota dei contributi a carico del lavoratore autonomo.
    • I dati su rimborsi spesa e ritenute restituite.

    FATTURA ELETTRONICA

    Dal 6 giugno 2014 le amministrazioni centrali dello Stato accettano solo le fatture in forma elettronica.

    La fattura elettronica è una fattura i cui contenuti sono trasformati, mediante elaborazione elettronica, in un file digitale.
    Sono sostanzialmente di tre tipi:
    1. la semplice fattura cartacea, trasformata in file digitale mediante uno scanner
    2. la fattura generata in formato digitale che può essere inviata così com’è o corredata di firma digitale, marcatura temporale (time stamping) e può essere inviata mediante posta elettronica certificata (pec)
    3. la fattura generata in formato xml (eXtensible Markup Language) che può essere inviata via internet o attraverso canali dedicati al corrispondente
    LE ASSOCIAZIONI e IL REA

    Il REA (Repertorio delle notizie Economiche ed Amministrative) è stato istituito presso il Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, sotto la vigilanza del Ministero dell'Industria, con lo scopo di raccogliere tutte quelle notizie aventi carattere economico, statistico ed amministrativo delle imprese, non previste a suo tempo dal Codice Civile, e nel quale trovano posto quei soggetti collettivi non iscritti nelle sezioni del Registro che esercitano, in modo sussidiario e non prevalente, un'attività economica di natura commerciale (tra questi gli enti pubblici non economici, le associazioni riconosciute e non, le fondazioni, gli organismi religiosi ecc.). La circolare n. 3407/C del 9 gennaio 1997 del Ministero dell’Industria, commercio ed artigianato, ha individuato i soggetti che devono iscriversi al REA. La circolare testualmente dice " "i soli soggetti iscrivibili, in quanto tali, nel REA siano rappresentati da tutte quelle forme di esercizio collettivo di attività economiche di natura commerciale e/o agricola che si collocano in una dimensione di sussidiarietà rispetto l'oggetto principale di natura ideale, culturale, ricreativa, ecc. del soggetto stesso (ad esempio gli enti pubblici non economici, le associazioni riconosciute e non - comprese le associazioni di categoria, i partiti politici e i sindacati - le fondazioni, i comitati, gli organismi religiosi".
    Non prevendendo la circolare disposizioni sanzionatorie poche sono state le associazioni che si sono iscritte fino ad oggi.
    A partire dal 2011 però, è stato introdotto l’obbligo di versamento del diritto annuale anche per i soggetti iscritti al solo Repertorio Economico Amministrativo (REA) (ma non nel Registro delle Imprese).
    Di fatto si è venuta a creare una sanzione per coloro che risultando "iscrivibili" non ottemperano al versamento.

    IMPOSTA DI BOLLO PER LE ASD

    26 giugno 2013

    "A partire dal giorno 26 giugno 2013 l'imposta di bollo di euro 1,81 passa ad euro 2,00 e quella prevista di euro 14,62 passa ad euro 16,00".
    Con la pubblicazione nella G.U. n. 147 del 25 giugno 2013 della L. 71 del 24 giugno 2013 aumentano gli importi dell'imposta di bollo. Le nuove misure risultano operative dal 26 giugno 2013.
    La guida dell'Agenzia delle entrate "Le agevolazioni fiscali a favore dell'attività sportiva dilettantistica" al paragrafo riguardante l'imposta di bollo così recita:
    "Le società e le associazioni sportive dilettantistiche devono versare l'imposta di bollo per atti, documenti, istanze, contratti (o copie), estratti, certificazioni e attestazioni da loro poste in essere o richieste.
    Non sono inoltre esentati dal pagamento dell'imposta di bollo per le quietanze emesse per la riscossione e per il versamento delle quote e dei contributi associativi (ad esempio per le quote sociali o per la partecipazione ai corsi ed alle attività sociali).
    L'esenzione dal pagamento dell'imposta di bollo è invece prevista per le federazioni sportive e gli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni:

    Il DPR 642/72 tabella B articolo 7 - Atti, documenti e registri esenti (in vigore dal 31 dicembre 2007) all'ultimo comma così recita: Quietanze per il rimborso dei titoli, buoni, azioni e quote di cui ai precedenti commi nonchè per il versamento di contributi o quote associative ad associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose ,assistenziali, culturali e sportive.
    Pertanto nessuna particolare agevolazione è quindi prevista in materia di imposta di bollo nei confronti delle società e associazioni sportive dilettantistiche le quali dovranno assolvere tale imposta.
    Ricordando che il limite oltre al quale sulla ricevuta (a fronte di pagamenti non soggetti ad IVA) è obbligatorio apporre la marca da bollo di euro 2,00 (ex euro 1,81) è pari a euro 77,47 (ex 150.000 lire); si ritiene opportuno riepilogare alcune casistiche tipiche per l'associazione sportiva:

    a) quote associative: esenti ai sensi del DPR 642/72 tabella B articolo 7
    b) contributi dai soci: esenti ai sensi del DPR 642/72 tabella B articolo 7
    c) contributi da terzi: soggetti a imposta di bollo
    d) quote per prestazioni di servizi decommercializzati: soggetti a imposta di bollo


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