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SERVIZI

Sicurezza

sul lugo di lavoro D.lgs 81/2008


in collaborazione con una società esterna ci occupiamo di problematiche attinenti la sicurezza valutando l’obbligatorietà o meno dell’applicazione delle norme per ogni singola realtà.

 

LA LEGIONELLA - campagna di comunicazione di sensibilizzazione

Sottoponiamo alla Vostra attenzione la presente informativa relativa al problema della “ Legionella ”, ricordandoVi che il mancato rispetto delle norme e delle leggi vigenti in materia di prevenzione della Legionellosi, può comportare responsabilità penali molto gravi in capo al responsabile della struttura ricettiva ( vedi in allegato le sanzioni ).
Il batterio Legionella, ampliamente diffuso in natura, si trova principalmente associato alla presenza di acqua come sorgenti termali, falde idriche e ambienti umidi in genere. Da queste sorgenti Legionella può colonizzare gli impianti idrosanitari (rubinetti – docce – lavandini – ecc.) e/o aeraulici (condizionatori – umidificatori – ecc.).
Si può pertanto creare una potenziale situazione a rischio per la salute umana, che può portare sino alla morte del soggetto contaminato, specialmente negli individui più sensibili (anziani, bambini e adulti con patologie pregresse di carattere cardio-respiratorio) che possono trovarsi presso strutture ricettive come per esempio impianti sportivi – piscine – palestre.
In base al Testo Unico n. 81/2008 e segnatamente in base all’articolo 271, il Datore di lavoro deve compiere e documentare la valutazione del rischio anche con riferimento al rischio biologico ed individuare le misure protettive e preventive ritenute più adeguate.

Attraverso i nostri partner sul territorio offriamo servizi quali:
- la progettazione e la predisposizione del Manuale Autocontrollo del rischio Legionellosi;
- il campionamento e le Analisi microbiologiche per la ricerca della Legionella
(attraverso il nostro laboratorio accreditato su un numero rappresentativo di punti critici dell’impianto idrico e di climatizzazione identificati nel processo di valutazione dei rischi.)

Riferimenti normativi:

Per riferimenti normativi relativi ad altre regioni contattateci

OBBLIGHI SICUREZZA A.S.D

L’Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD), indipendentemente dalla sua specificità (es. calcio, pallacanestro, pallavolo, etc.), dalla sua struttura gerarchica e organizzativa, nonché dalla sua dimensione, è soggetta all’applicazione del D.Lgs. 81/08. e quindi deve individuare e valutare i rischi connessi all’attività sportiva, equiparabili alle attività di tipo occupazionale (es. attività di segreteria, di movimentazione materiali, di preparazione degli attrezzi sportivi, di trasporto atleti, di manutenzione locali, attrezzature e impianti sportivi, etc.) e negli specifici luoghi di lavoro sede dell’Associazione Sportiva e/o altri luoghi di svolgimento delle attività (es. piste da sci gestite da altri, palestre gestite da scuole, etc.).
Si tratta quindi di individuare e valutare i rischi complementari all’evento agonistico, alle sedute di preparazione o di allenamento.
Le norme che impattano sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in cui si praticano attività sportive sono essenzialmente due:
1) Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi (D.M. Interno 18.30.1996 integrato dal D.M. 6.6.2005)
2) Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs 81/08 del 9.04.2008 integrato e corretto dal D.Lgs 106/09 del 3 agosto 2009).
La prima norma è di competenza del “proprietario” dell’impianto sportivo che deve comunque garantire al “gestore” dello stesso la rintracciabilità di tutta la documentazione relativa alla conformità legislativa della struttura e degli annessi impianti (es. agibilità, dichiarazione di conformità degli impianti, denunce e verifica degli impianti di messa a terra e scarche atmosferiche,…).
La seconda norma (D.Lgs. 81/08 s.m.i.) è di competenza del Gestore e/o dell’Associazione Sportiva che deve garantire il rispetto della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’art. 3 del D.Lgs. 81/08. al comma 1 così recita: “Il presente decreto legislativo si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio”. Lo stesso art. 3 nel prosieguo individua attività specifiche che, sulla base di “… particolari esigenze connesse al servizio espletato o alla peculiarità organizzativa …”, richiedono una applicazione nel rispetto anche di altre leggi e/o decreti.

In ORDINE CRONOLOGICO questi sono gli obblighi che devono essere assolti dalle Associazioni Sportive:
Individuazione del “Datore di Lavoro”  nella figura del Presidente o del Delegato nominato dal Consiglio Direttivo, o dal Socio nominato dall’Assemblea del Soci, e comunque in funzione della specifica organizzazione. Con il termine DATORE DI LAVORO l’art. 2 comma b del D.Lgs. 81/08 così recita: “datore di lavoro”: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.
Designazione del “Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione” (RSPP) che può identificarsi anche con il “Datore di Lavoro”. L’art. 2 comma f del D.Lgs. 81/08 così recita: “Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione”: persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal Datore di Lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.
Individuazione dei Preposti nelle persone che sovrintendono all’attività lavorativa e ne controllano la corretta esecuzione. Ad esempio l’allenatore e/o l’istruttore è un preposto.
Individuazione dei “lavoratori” delle “attività sportive” delle Associazioni Sportive ai sensi dell’art. 2 e art. 3 del D.Lgs. 81/08 s.m.i. L’art. 2 comma a del D.Lgs. 81/08 così recita: “lavoratore”: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari…
I Lavoratori possono essere dipendenti, (istruttori/allenatori,…), ovvero lavoratori subordinati, atleti dilettanti (subordinati di fatto) e volontari. Nell’ambito delle società sportive esiste anche il lavoratore che opera come “attività di volontariato”. L’attività di volontariato è disciplinata dalla legge 266/91 (legge quadro sul volontario) la quale prevede all’art. 2 che “..per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà”.
Il comma successivo così recita: “l’attività di volontariato non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro i limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse”.
Pertanto il Volontario di una Associazione Sportiva è un SOGGETTO OBBLIGATO (ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. 81/08) e quindi non SOGGETTO A TUTELA. L’unica “tutela” è data dall’art. 3 comma 12 bis.
L’articolo prevede che “ove il volontario svolga la propria prestazione nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro, questi è tenuto a fornire al volontario dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui è chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività”.
Egli è altresì tenuto ad adottare le misure utili ad eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del volontario e altre attività che si svolgano nell’ambito della medesima organizzazione.
Elezione interna del “Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza” (RLS) o individuazione a livello territoriale o “comparto sportivo” secondo gli artt. 57 e 48 del D.Lgs. 81/08.


Eventuale nomina del “Medico Competente” in funzione della “tipologia di rischio” presente nell’ambito dell’attività svolta.
Individuazione dei soggetti con compiti speciali: “primo soccorso”, “gestione emergenze”, “addetti antincendio”

Valutazione dei Rischi e redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Ai sensi dell’art. 29 comma 1 “…il Datore di Lavoro (DL) effettua la valutazione ed elabora il documento …” (DVR) ma i Datori di Lavoro che occupano fino a 10 lavoratori possono autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi. Ai fini della determinazione del numero dei lavoratori si veda l’art. 4 del D.Lgs. 81/08. Tale articolo precisa che: “…ai fini della determinazione del NUMERO dal quale il presente D.Lgs. fa discendere particolari obblighi non sono computati: i collaboratori familiari, i tirocinanti, gli allievi di istituti e università, i lavoratori assunti con contratto a t.d. per sostituzioni, i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio, i lavoratori di cui alla legge n. 877 del 18.12.1973, i volontari, i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili, i lavoratori autonomi, i collaboratori coordinati e continuativi e i lavoratori a progetto … ove la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del committente, i lavoratori in prova. Quindi fino a 10 lavoratori computati secondo l’art. 4 del D.Lgs. 81/08, il Datore di Lavoro, sotto la sua responsabilità, “…autocertifica di aver valutato i rischi per la sicurezza e salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro…” allegando TUTTA la documentazione atta a dimostrare quanto dichiarato.
Alla luce della particolarità delle Associazioni Sportive e in considerazione dell’art. 28 comma 2 nel quale si specifica che “la scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantire la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione”, riteniamo che il DVR debba essere REDATTO IN MODO SEMPLICE MA COMPLETO.
Messa in sicurezza dei “luoghi di lavoro”(attrezzature, impiantistica, arredi, dotazioni antincendio, ecc.)
Informazione, formazione e addestramento degli operatori addetti alle attività sportive.

OPERATIVITÀ
Prima di avviare le attività per assolvere agli obblighi legislativi è importante conoscere TUTTE le norme che interessano la specifica Associazione Sportiva e che possono quindi impattare sulla redazione del DVR e prima ancora sulla valutazione dei rischi. Si ricorda che il Responsabile dell’Associazione Sportiva, indipendentemente dalla presenza o meno di lavoratori, è soggetto alla disciplina degli artt. 2043 e 2050 del Codice Civile ed è quindi personalmente responsabile della tutela di tutte le persone presenti nell’impianto sportivo e quindi compresi gli atleti dilettanti (definiti con il D.M. 17.12.2004).
Se il GESTORE si avvale di lavoratori subordinati e/o subordinati di fatto e/o lavoratori autonomi deve assolvere agli adempimenti del D.Lgs. 81/08. Per le Associazioni Sportive che utilizzano palestre e/o impianti durante l’attività di preparazione, allenamento e agonismo il GESTORE deve predisporre una gestione documentale di prerequisiti ai luoghi, alle attrezzature nonché ai rischi residui.
Dopo la raccolta di tutte le norme si deve procedere a valutare la specificità dell’Associazione Sportiva (luoghi di attività/lavoro al chiuso e all’aperto, processo di erogazione dell’attività sportiva, coinvolgimento di atleti dilettanti, presenza o meno di spettatori, automezzi per spostamenti, attrezzature specifiche ecc.). Al termine di questa valutazione si possono elencare i fattori di rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori nonché definire i fattori ergonomici, organizzativi e gestionali da sviluppare per garantire la sicurezza non solo degli stessi lavoratori ma anche delle terze parti interessate.


Tipologia ASD  

Applicazione completa del D.Lgs. 81/08

Applicazione del solo art. 3 comma 12-bis del D.Lgs 81/08

Non applicazione del D.Lgs 81/08

ASD che impiega volontari non compensati e non rimborsati

X

ASD che impiega volontari con rimborso spese fino ad € 7.500,00

X

ASD che impiega volontari indipendentemente dall’elargizione di compensi o rimborsi spese ed ha al proprio attivo Lavoratori a contratto, qualunque esso sia

X

ASD che impiega volontari con rimborso spese oltre ad € 7.500,00

X

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