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Compensi sportivi - Sportsizexl

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APPROFONDIMENTI
I Compensi Sportivi
Il tema dei compensi sportivi a tecnici ed istruttori è indubbiamente uno dei più delicati all'interno della realtà delle associazioni sportive dilettantistiche.
Come stabilito dall'art. 67, comma 1 lett. M, vengono considerati “redditi diversi” le somme derivanti da: indennità di trasferta, rimborsi forfettari di spesa, premi e compensi erogati da qualunque organismo persegua finalità sportiva dilettantistiche.
Prima di affrontare l'argomento è anzitutto necessario fare un'importante premessa: la formazione di tali ausiliari sportivi non è curata direttamente e completamente dal CONI, ma dalla rispettiva Federazione di riferimento. In particolare, i primi tre livelli solo gestiti in ambito federale, mentre il quarto ed ultimo livello è demandato alla Scuola nazionale del CONI.
Ciò significa che, sebbene il raggiungimento di tale traguardo sia indicatore di competenza e sportività, l'aver ottenuto il riconoscimento di cui sopra potrebbe rendere i compensi non erogabili agli istruttori, in quanto dimostrerebbe la natura professionale dell'attività svolta per l'associazione.
Ai sensi delle normative vigenti, infatti, è essenziale che l'attività svolta dall'istruttore o dal tecnico non costituisca esercizio di attività professionale (non sia dunque un lavoro), qualora il soggetto desideri percepire legittimamente un compenso.
Questo requisito è spesso fonte di disguidi tra gli operatori delle a.s.d, dal momento che, in assenza di una definizione normativa, risulta difficile delineare quando ci si trovi in presenza di un'attività svolta professionalmente e quando no. Non è raro dunque che si renda necessaria un'interpretazione della casistica e della prassi, facendo riferimento ad una serie di indici, la cui presenza (o assenza) può deporre a favore (o sfavore) della professionalità dell'attività svolta.
Condizioni quali il tempo dedicato alla mansione, la pluralità di committenti sportivi, la particolare qualificazione del collaboratore (laurea in scienze motorie, master, corsi di perfezionamento o simili), portano ad una non erogazione dei compensi sportivi. In alcuni casi il riconoscimento di precedenti retribuzioni indebite nei confronti di tecnici e istruttori, potrebbe portare a considerare quest'ultimi come veri e propri lavoratori in nero, con tutte le conseguenze che ne derivano.
Solo dopo un'attentissima disamina della propria situazione quindi, si passerà all'individuazione della modalità più corretta di retribuzione, con la consapevolezza che è possibile non erogare i compensi nelle circostanze ritenute “a rischio”.

Rappresentano difatti soluzioni ugualmente valide al problema (a secondo delle diverse situazioni):
– l'apertura della partita iva;
– l'utilizzo dei voucher;
– l'instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato (part-time o a tempo determinato);

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