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ACCERTAMENTI FISCALI PER LE NO PROFIT
1. Obblighi contabili delle realta' no profit
Gli enti non commerciali, specialmente le associazioni, si trovano nella particolare condizione per cui sono tenuti alle scritture contabili per le attività commerciali eventualmente esercitate, a patto che queste non siano oggetto esclusivo e/o principale dell'associazione stessa. Al contrario, per quanto riguarda le attività istituzionali, le associazioni sono esonerate dalla tenuta delle scritture contabili.
In altre parole (come sottolineato dalla circolare n.126 del 16 dicembre 2011 dell'Agenzia delle Entrate) anche alle realtà non commerciali è imposta la tenuta delle scritture contabili (come avviene per le imprese commerciali) per quelle attività che sono produttive di reddito e che influenzano quindi l'IVA.

Per quanto riguarda invece le associazioni aderenti al regime forfettario di determinazione del reddito, sebbene siano esonerate dagli obblighi contabili di cui sopra, sono tenute a:
– versare ogni 3 mesi l'IVA tramite F24, entro il giorno 16 del secondo mese successivo al trimestre di riferimento;
– numerare progressivamente e conservare le fatture di acquisto;
– segnalare l'ammontare delle entrate conseguite tramite l'esercizio di attività commerciali entro il giorno 15 del mese successivo (si veda il d.m 11 febbraio 1997);
– segnalare distintamente le entrate che non costituiscono reddito imponibile, le plusvalenze patrimoniali, nonché le operazioni intracomunitarie.

Fatta questa premessa, e' utile quindi chiedersi, quali sono le tipologie di accertamento tributario applicabili agli enti non commerciali?

2. Le tipologie di accertamento
Gli accertamenti finanziari a cui sono sottoposte le associazioni, mirano sostanzialmente a verificare qualora sussistano o meno i requisiti necessari per poter godere dei benefici fiscali. A causa della scarsa cultura amministrativa tipica delle realta' no profit, la maggior parte di questi controlli hanno conseguenze tributarie gravose (specialmente nel caso in cui manchino le scritture contabili e si renda necessaria la ricostruzione del reddito imponibile), che portano come risultato la revoca di tali vantaggi fiscali.
Le verifiche dell'amministrazione finanziaria vengono condotte secondo 3 metodologie:

  • Accertamento analitico contabile: Ha come scopo il recupero e la ricostruzione del reddito imponibile, partendo dalle singole componenti che lo determinano. Viene effettuato qualora ci sia:
      1. discordanza tra i dati contabili presenti del bilancio o nel conto economico e la dichiarazione dei redditi;
      2. discordanza tra i dati della dichiarazione dei redditi e quelli raccolti dall'Agenzia delle Entrate;
      3. irregolarità delle registrazioni contabili su fatture e altri documenti d'ufficio.
Il caso tipico di accertamento analitico si verifica quando vengono riscontrati elementi positivi non dichiarati o per i quali non e' stata emessa regolare fattura (pubblicità, sponsorizzazioni, vendita di prodotti con trattamento fiscale non corretto, ecc...)

  • Accertamento analitico-induttivo (presuntivo): Avviene quando l'Agenzia presume l'esistenza di attivita' non dichiarate, l'inesistenza di passivita' dichiarate o qualora le scritture contabili risultino inattendibili. Queste presunzioni devono essere perà basate su fatti noti, gravi, precisi e concordanti che portano logicamente ad una conclusione univoca. La cassazione (Cass.Civ., sez. I, 28-08-1996, n. 7931) ha definitio li procedimento presuntivo come interpretazione di un fatto certo, per risalire ad un fatto ignoto, correlato con logica consequenzialita' al primo. Ne sono un esempio gli accertamenti che fanno leva su interviste a soci e tesserati circa le modalita' di svoglimento delle attivita' (si parte dalle ricevute emesse agli associati e si determina induttivamente il reddito d'impresa) o il recupero di dati tramite l'ufficio Siae per le manifestazioni sportive (per le ASD). In questo caso assumono rilevanza i documenti contabili e i rendiconti economico-finanziari.

  • Accertamento induttivo puro: In questo caso l'Agenzia delle Entrate può ricostruire il reddito imponibile a prescindere dalle scritture contabili, avvalendosi anche di presunzioni apparentemente imprecisi e discordanti, ma solo nelle seguenti condizioni:
      1. il reddito non e' stato indicato nella dichiarazione;
      2. una o piu' delle scritture contabili non sono disponibili alle autorita';
      3. le irregolarita' nelle scritture contabili risultanti sono cosi' gravi e ripetute da rendere inattendibili le scritture stesse;
      4. il contribuente non da' seguito alla richiesta dell'Ufficio di informazioni rilevanti ai fini dell'accertamento;
      5. omessa presentazione dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti;
      6. compilazione modelli per la comunicazione dei dati rilevanti che comporta una differenza > 15% (o comunque  > 50.000 €) tra i ricavi stimati applicando gli studi di settore e quelli stimati in dichiarazione dei redditi.
Un esempio di questo tipo di accertamento e' dato dalla ricostruzione sintetica del reddito basandosi sul numero degli associati e frequentatori dell'associazione indicati nel libro dei soci. Sebbene questo accertamento sia piu' che legittimo, non significa che le presunzioni vengano automaticamente tradotte verita' assolute, ne' tantomento che la determinazione induttiva del reddito venga tradotta il libera quantificazione dell'imponibile.

3. Conclusioni e consigli
Le realtà no profit, in assenza di un adeguato impianto contabile, sono dunque potenzialmente molto fragili in sede di verifica.
Se, ad esempio, un'associazione svolge solo attivita' istituzionale o e' esonerata dalla tenuta delle scritture contabili, ma se in sede di verifica viene presunto che l’attivita' associativa e' uno schermo per nascondere un' effettiva attivita' commerciale, in tal caso viene contestato l’illecito utilizzo delle agevolazioni fiscali e contributive. L'omessa tenuta delle scritture contabili diventa una violazione e le conseguenze per gli enti associativi possono essere molto gravose. aprendo infatti le porte a maggiori accertamenti presuntivi o induttivi puri.
Dunque, oltre a raccomandare un rigoroso rispetto dei vincoli posti a base dalla normativa tributaria per la fruizione dei benefici fiscali, sarebbe prudente costituire un sistema contabile che consenta, nel caso in cui venga contestata l’effettiva natura associativa delle attivita' svolte, una ricostruzione effettiva del reddito imponibile e dell'IVA da versare. Anche perche' sulla le presunzioni dell'Ufficio purtroppo portano troppo spesso a risultati ben distanti dalla realta'.

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